Declinazioni casuali

 

Avessi letto meglio,
fra le pieghe dei casi
il cuneiforme tratto della Sibilla…
Ma ero presbite,
o forse sorda,
Ulisside penosa
senza picciol compagnia o Circe bella.
Nel frigo manca il loto
(troppo alto il ripiano del mercato)
e non c’è elleboro nero
che senno renda alla creatura.

Le dita restano serrate nella spola,
la conocchia (mia memoria)
si fa tenaglia che morde alla caviglia…
Mi sfumo allora,
ma senza l’eroismo
di un Mishima:
mi sfoco, semmai,
col pacchetto di Marlboro
sulla sedia di cucina.

Poesia “Declinazione casuale”

di

 Eleonora Pinzuti

Poeta contemporanea

I put a spell on you – Nina Simone
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Ci ho messo una pinna sopra

“Ho perso qualche dea per via dal Sud al Nord,
e anche molti dei per via dall’Est all’Ovest.
Mi si è spenta per sempre qualche stella, svanita.
Mi è sprofondata nel mare un’isola, e un’altra.
Non so neanche dove mai ho lasciato gli artigli,
chi gira nella mia pelliccia, chi abita il mio guscio.
Mi morirono i fratelli quando strisciai a riva
e solo un ossicino festeggia in me la ricorrenza.
Non stavo nella pelle, sprecavo vertebre e gambe,
me ne uscivo di senno più e più volte.
Da tempo ho chiuso su tutto ciò il mio terzo occhio,
ci ho messo una pinna sopra, ho scrollato le fronde.

Perduto, smarrito, ai quattro venti se n’è volato.
Mi stupisco io stessa del poco di me che è restato:
una persona singola per ora di genere umano,
che ha perso solo ieri l’ombrello sul treno”

(Wisława Szymborska “Discorso all’ufficio oggetti smarriti”)