Nuvole di panna

Stamattina mi sono svegliata dicendo: “…sì sì… lo sto facendo….” Mentre in realtà sto solo uscendo da uno dei miei soliti sogni in cui mi si chiede di fare o non fare questa o quell’altra cosa. Insomma, dormendo  ho continuato a lavorare, tanto che adesso, catapultata dall’onirico alla realtà, mi sento già stanca. Di primo mattino e di domenica non certo di sole e di azzurro, ma di affumicato grigio. Stanotte, in questo immenso universo, qualcuno deve aver fumato troppo ed ecco il risultato.

Preparo il caffè, accendo l’immancabile sigaretta e apro la posta. 300 improbabili proposte per dimagrire mi suggeriscono di provare per credere. Io credo che pesare 50 kili a 50 anni sia già un miracolo e via a ripulire la casella da altre 300 proposte di offerta credito bancario. Se proprio non vuoi dimagrire, almeno fa un bel po’ di rate da pagare fino all’anno 2033 cavolo, fa’ qualcosa! Nel 2033 sarò decrepita e non mi resterà che mettere via i soldi per la cripta, appunto.

Sì, devo fare qualcosa. Mi  vesto e vado a passeggiare nella nebbia. In riva al mare è un fenomeno ancora più affascinante perché è  in sincronia con il movimento delle onde.  Si muove sinuosa come una Venere che sorge dalle acque. Mi lascio avvolgere dalla marea di panna che sembra attutire anche gli spigoli in cui dia-cronicamente dentro me  inciampo. Tempo fa mi mandava in crisi. Senza coordinate, nel mare sconosciuto della vita in una nuova città, nuovo lavoro, nuove facce, nuove domande a cui dover trovare nuove e propositive risposte. Un fenomeno, la nebbia, in cui spesso mi sono persa.  Ritrovarsi è molto difficile. Si sfugge quasi sempre. Lo dice una mia amica, nell’unica mail che stamattina mi ha dato un buongiorno come si deve. E prosegue: ritrovarsi significa vedere ciò che si è trascurato, che si è abbandonato, che si è perduto. Ritrovarsi significa soprattutto la gioia di riprendere per mano se stessi e proseguire nel cambiamento evolutivo. La gioia! Felicità interiore. Grazie Dada. Spesso mi dimentico di questa parola. La uso così raramente che ho deciso di adottarla e farne buon uso, anche se è stata già adottata e mi accontento di esserne sostenitrice. Buona domenica di nuvole di panna, intimamente gioiose.

In another time

Buon giorno Maia!

Quanto sono lontani i ricordi?
Sono ovunque
Perfino sullo specchio del bagno
“Ti amo del più puro degli amori”
Tracciato con l’eye-liner

Ma sono io questo riflesso opaco?

Una cicatrice in fondo agli occhi
Mi attraversa spietata
Si irradia come una trappola
Ne esco deformata

Asciugo il velo di vapore
Migliora la prospettiva
Le profondità scheggiate
Sono sasso di fiume
Lo specchio si appanna ancora

Come quando ero bambina
Disegno a dito
Un bel sole con i raggi
Man mano svanisce anch’esso
insieme alle nuvole di panna
dei suoi abbracci

Sì, buon giorno Maia!

20 novembre 2009