Solitudine

Un bicchiere sul comodino
profumo di lenzuola calde
il cuscino per terra
un libro per non vedere
il tappeto liso
la persiana che non si chiude
la vestaglia sulla sedia
e la smagliatura di una calza
la sponda del letto
il cordone della tenda
la coperta spiegazzata
l’odore del caffè
il disco sul grammofono
la polvere sulla cassettiera
l’abito fuori moda
il pianoforte scordato
una spazzola e il tuo profumo
la maniglia si abbassa
e la tua schiena scompare
il gatto miagola
e si è fatta più rossa l’aurora.

Un bicchiere sulle lenzuola bianche
un libro sul tappeto liso
la vestaglia che non si vede
la smagliatura nella tenda
l’odore della polvere
la cassettiera fuori moda
le labbra spiegazzate
il lamento del pianoforte
la maniglia e la tua impronta
il disco che si abbassa
la persiana sul grammofono
il gatto miagola
la candela si spegne
ed è già solitudine

(Daniela Zeffiro)

solitudine

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Il bene peggiore

Penso Che cosa bella ci è capitata Queste labbra che non smettono mai di piacersi Penso Al gelo di questo inverno Al caldo sotto le coperte Al calore di queste braccia che non sono il bene migliore Penso Alle scelte dei mali minori Come se ammettere fosse il male peggiore Come se amare fosse il male peggiore Penso che quando non si è pienamente consapevoli delle proprie scelte non si sta bene e si resta nella ambigua vaghezza nella costante paura della paura della paura nella negazione dell’evidenza nella negazione dell’amore allora il male minore è il bene peggiore per se stessi Penso

(Maia)

 La scelta è quel processo  mentale di pensiero, implicato nel giudizio del valore di diverse opzioni a disposizione, che si conclude con la selezione di una di esse ai fini della conseguente azione. Semplici esempi possono essere la scelta di comportarsi personalmente da buono o da cattivo, o la decisione in merito alla strada da prendere per fare un viaggio.

Difficilmente, nella realtà, si sceglie tra opzioni dalle conseguenze chiaramente negative ed altre che conducono apparentemente a risultati positivi: « la nostra decisione non riguarda il trovare l’unica soluzione facile e giusta tra altre scelte sfavorevoli, cosa di cui sarebbe capace probabilmente anche un bambino, ma nell’individuare tra diverse opzioni complesse e dense ciascuna di fattori negativi quella che presenta maggiori possibilità di futuri interessanti sviluppi, o quella che si fa al momento preferire perché con sviluppi “certi” rispetto a quelli “incerti” delle altre opzioni, o quella ancora che presenta probabili perdite che potremmo meglio sopportare o, se vogliamo, il “male minore”.

(Grazie a Wikipedia)