Traslochi: Parte 3 (che la 2 ha preso un’altra strada)

9 casse, 3 scatoloni e l’albero di natale.

La mia vita materiale.

Ho memoria di traslochi fatti con l’afa dell’estate, altri in cui c’era il tipico vento scalmanato che preannuncia la primavera. In uno in particolare mi accompagnò la nebbia. Una nebbia fittissima, di quelle che non si vede a pochi metri di distanza. Infatti facevo fatica a vedere oltre il mio naso. La verità è che non vedevo neppure quello. Non vedevo niente in ogni caso.

In questa giornata grigio p r l a, mi accompagna la pioggia.

November rain.

Mi conviene interpretarla come: trasloco bagnato trasloco fortunato, ma forse è un detto che vale solo per le spose e io non lo sono ormai da tempo e neppure vorrò mai più esserlo. Boh! Chissà, magari i Guns N ‘Roses non a caso hanno inserito questo brano in un album che porta il titolo “Use your illusion”. E io voglio illudermi che il prossimo domani sarà… un bel giardino. Semplice. Di quelli con le bordure di rose e i camminamenti per arrivare alla fonte. Mi illudo. Sì, ché tanto non si paga, almeno non nell’immediato.

Nell’immediato c’è il comune denominatore che credo accompagni ogni trasloco: lo stress.

“…and it’s hard to hold a candle in the cold november rain…” canta Axl Rose. Perché è davvero difficile portare una candela accesa nella fredda pioggia di novembre.

Intanto 9 casse, 3 scatoloni e l’albero di natale sono parcheggiati nell’angolo di un garage. E il resto, l’importante incontenibile resto della mia vita è con me. Da svolgere in mare aperto. Altrove.

E buon natale!

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Autumn Leaves

Si sta

come d’autunno

sugli alberi

le foglie

Ungaretti “Soldati”

Bosco di Canton – Luglio 1918

La splendida interpretazione di Autumn Leaves è di Eric Clapton
 
Si sta
appesantiti
come di pioggia
le pagine
poi
inaspettatamente
la bellezza
negli occhi di un bimbo
con gli stivaletti gialli
sguazza felice
in una pozzanghera
sotto una pioggia sottile
che infradicia
negli angoli
le foglie

Me “Caduca”

Busto Arsizio – 2012

A nord della Norvegia nella stagione delle notti

 

Anno Domini Nostri Jesus 2012 –  ore 15,00

   Stamattina mi sono svegliata e la prima cosa che ho detto è stata: “Mannaggia alla mia insonnia che mi sveglia continuamente nel cuore della notte”. Salvo guardare l’orologio e rendermi conto che in realtà sono le 8,30 del mattino. Cazzo! Il sole si è dimenticato di svegliarsi? E’ buio pesto e non esagero. Ancora adesso che sono circa le 15,00 post meridian, il cielo e annesso sole sono assenti ingiustificati. Al loro posto c’è una gigantesca e spessa tapparella di cemento scuro e tra le crepe piove pioggia a secchiate. Ma insomma, riparate almeno le tubature ché non solo siamo al buio, pure a mollo! Vabbè che le celesti (per modo di dire) casse acustiche con i bassi alterati, rimandano una musichetta in sottofondo in cui Giove in persona si diverte a suonare la sua sinfonia preferita: tuoni fulmini e saette.

Accontentiamoci.

La verità è che ho nostalgia della stagione andata e magari dei colori dell’alba e di una spiaggia sulla quale passeggiare e di una terrazza panoramica e quant’altro non ho più. Uffa!

Busto Arsizio 24 settembre 2012
Ecco!

Labirinti

 

Eppure avevo guardato fuori dalla finestra
il cielo era quello di novembre

e la pioggia è stata incontenibile
ingovernabile spesso ingestibile

mi chiedo come ho fatto a finire
in questo paludoso dedalo

in quali confusioni ho camminato
e quanti altri labirinti affini ho incontrato

e dov’è il centro
e dove l’uscita

Maia

“Tutte le parti della casa si ripetono, qualunque luogo di essa è un altro luogo. Non ci sono una cisterna, un cortile, una fontana, una stalla; sono infinite le stalle, le fontane, i cortili, le cisterne. La casa è grande come il mondo”
J. L. Borges – La casa di Asterione