Né andata né ritorno

timthumb

Rabbrividisce la terra

trema il treno su cui viaggio

dal finestrino saettano le luci

mi trapassano

si ficcano negli occhi 

come spade orizzontali fanno male

prima di spegnersi su te in lontananza

trema la prigione in cui si strozza il cuore

le pareti implodono

c’è odore di ruggine

piove ferro e sale ingoio

i caratteri che compongono il mio nome

stanno in ordine sparso

si confondono con i tuoi

si complicano si sconvolgono

sudici di altri nomi

lettere numeri cifre date

giorni mesi anni

uno contro l’altro 

uno sull’altro

uno dentro l’altro

null’altro che caos folle e muto

in una corsa senza tempo

né andata né ritorno

e fumo

soffoco nel fumo

indifferenza assenza distanza

corpi lingue labbra

dolore

brucia in questo inferno l’amore

tra squarci di rosso e grigio e pece

incrina e crepa

schianta sui tuoi capelli biondi

freschi di parrucchiere

Novembre 2012

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Differenziata indifferenza

E ci sarà un domani
in cui raccoglierò in silenzio
i miei quattro stracci trascurati
e sarà quel segno: un tappo di bottiglia
il biglietto di un treno
un numero, una  sbrindellata “G”
a portarmi qui
dove l’oggi ancora mi connette
ad un passato
di verdure decomposte
da scaraventare nel bidone
della differenziata indifferenza

(Maia)