Te ne devi andare

 

Ho cambiato percorsi, luoghi, persone e cose. Case, letti e panorami, teorie e scienze esatte, lavori, visuali e interpretazioni.
Quanta fatica ho fatto!
Sempre rispondendo alla domanda se non sia il caso, il tempo, la ragione di cambiare allontanandomi. Da chi o da che cosa, saperlo ormai non mi importa neppure più. Ogni volta non senza fatica, rimboccandomi le maniche per ricominciare altrove, con la convinzione che un bel giorno non mi avrebbe riconosciuta e se ne sarebbe andato, ma lui, il dolore, non molla. Si impadronisce degli spazi, del tempo elargendo ossessioni, deformando ogni cosa. Dietro le sue mille pezze, maschera burlesque, morde, graffia, propone, dispone, prospetta, consiglia e ancora una volta ecco sorgere la domanda: andare via, cambiare?

Sti cazzi, è la risposta. Adesso sei tu che te ne devi andare!

 

 

 

 

 

 

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