Non ho bisogno di tempo

Non ho bisogno di tempo

per sapere chi sei:

conoscersi è luce improvvisa.

Chi ti potrà conoscere

"Shadows" Olio su tela Giuseppina Irene Groccia

“Shadows”
Olio su tela
Giuseppina Irene Groccia

là dove taci, o nelle
parole con cui tu taci?
Chi ti cerchi nella vita
che stai vivendo, non sa
di te che allusioni,
pretesti in cui ti nascondi.
E seguirti all’indietro
in ciò che hai fatto, prima,
sommare azioni a sorriso,
anni a nomi, sarà
come perderti. Io no.
Ti ho conosciuto nella tempesta.
Ti ho conosciuto, improvvisa,
in quello squarcio brutale
di tenebra e luce,
dove si rivela il fondo
che sfugge al giorno e alla notte.
Ti ho visto, mi hai visto, ed ora,
nuda ormai dell’equivoco,
della storia, del passato,
tu, amazzone sulla folgore,
palpitante di recente
ed inatteso arrivo,
sei così anticamente mia,
da tanto tempo ti conosco,
che nel tuo amore chiudo gli occhi,
e procedo senza errare,
alla cieca, senza chiedere nulla
a quella luce lenta e sicura
con cui si riconoscono lettere
e forme e si fanno conti
e si crede di vedere
chi tu sia, o mia invisibile.

Pedro Salinas

Di attese, calessi e cerini

“Che ore sono? Non voglio saperlo. Le ore in cui si aspetta non hanno la durata del tempo quotidiano. La loro misura non è quella di un pendolo che oscilla regolare, ma quella di un cuore che batte a spasmi ed inciampi. Il tempo dell’attesa ti circonda, ti avvolge interminabile. E’ come navigare in un mare di cui non si vede la fine… E ogni passo sembra il passo atteso…”

              Tratto da “Le Beatrici” di Stefano Benni

 

Poi un bel giorno, inattesa, cessa l’attesa
una luce smorta si spegne e si accende un falò.

Sì certo, specialmente d’estate bisogna stare attenti
che le cose non prendano fuoco
che non avvampino come un covone di paglia
che non vi siano calessi nei pressi
o almeno parcheggiarli bene in vista

ma quando anche quest’ultima luce si spegne
al buio anche un cerino fa la sua porca figura!