Te ne devi andare

 

Ho cambiato percorsi, luoghi, persone e cose. Case, letti e panorami, teorie e scienze esatte, lavori, visuali e interpretazioni.
Quanta fatica ho fatto!
Sempre rispondendo alla domanda se non sia il caso, il tempo, la ragione di cambiare allontanandomi. Da chi o da che cosa, saperlo ormai non mi importa neppure più. Ogni volta non senza fatica, rimboccandomi le maniche per ricominciare altrove, con la convinzione che un bel giorno non mi avrebbe riconosciuta e se ne sarebbe andato, ma lui, il dolore, non molla. Si impadronisce degli spazi, del tempo elargendo ossessioni, deformando ogni cosa. Dietro le sue mille pezze, maschera burlesque, morde, graffia, propone, dispone, prospetta, consiglia e ancora una volta ecco sorgere la domanda: andare via, cambiare?

Sti cazzi, è la risposta. Adesso sei tu che te ne devi andare!

 

 

 

 

 

 

Stupide certezze

 

“Ti fermerai sempre a ripensare alle tue strade alternative, soprattutto dopo un dolore. A tutto ciò che hai abbandonato per scegliere altro, a tutto ciò che ti ha abbandonato per scegliere qualcos’altro. Avrai fino alla fine la stupida certezza che ti mancherà sempre qualcosa, tranne in rari, felici e preziosi momenti che ricorderai per sempre, quelli in cui per nessuna ragione avresti voluto essere altrove. Sai perché li ricorderai per sempre? Perché è questo l’amore. Alla fine, in mezzo a milioni di scelte e rinunce, tutto si riduce a quelle poche cose fragili ma purissime che non siamo disposti a perdere. Il resto è perso in partenza. Il resto è finito già prima di iniziare.”

Il quadro mai dipinto – M. Bisotti

Da qui

È da qui che guardo fuori
il paesaggio appena appena ricoperto di neve
sotto un cielo grigio immobile ed assorto
da questo dentro avvolto
appena appena vestito di ore nuove
in cui si spacca un brivido di gelido timore
ed un caffè