E non c’è niente da capire (di settembre)

 

“Le stelle sono tante,
milioni di milioni,
la luce dei lampioni si riflette sulla strada lucida.
Seduta o non seduta, faccio sempre la mia parte,
con l’anima in riserva e il cuore che non parte.

E non c’è niente da capire”

Francesco De Gregori

Mood impressionista (e non c’è niente da spiegare)

 

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Te ne devi andare

 

Ho cambiato percorsi, luoghi, persone e cose. Case, letti e panorami, teorie e scienze esatte, lavori, visuali e interpretazioni.
Quanta fatica ho fatto!
Sempre rispondendo alla domanda se non sia il caso, il tempo, la ragione di cambiare allontanandomi. Da chi o da che cosa, saperlo ormai non mi importa neppure più. Ogni volta non senza fatica, rimboccandomi le maniche per ricominciare altrove, con la convinzione che un bel giorno non mi avrebbe riconosciuta e se ne sarebbe andato, ma lui, il dolore, non molla. Si impadronisce degli spazi, del tempo elargendo ossessioni, deformando ogni cosa. Dietro le sue mille pezze, maschera burlesque, morde, graffia, propone, dispone, prospetta, consiglia e ancora una volta ecco sorgere la domanda: andare via, cambiare?

Sti cazzi, è la risposta. Adesso sei tu che te ne devi andare!