La memoria delle nuvole

Piove ancora, molto più abbondante. I fulmini aprono squarci di luce argentea tra nuvole basse e scure. Affiorano lembi di memoria e poi altri ed altri ancora. Si affollano e spintonano e rumoreggiano e inondano come questo temporale.

Forse dentro siamo fatti di nuvole, più o meno scure tra altre nuvole più o meno chiare su sfondi azzurri o neri come la pece. Anche loro si incontrano e si scontrano e piovono lacere, alcune strazianti.

10 Ottobre 2013

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Lei era mia

Non è semplice da dire
che nella maggior parte dei giorni io non mi riconosco
che queste scarpe e questo grembiule
questo posto e i suoi clienti
hanno preso più di quanto io volessi dare loro
Non è facile ammettere
che non sono più nulla di quello che ero
anche se è vero
che non sono mai stata al centro di una mia dolce attenzione
ricordo ancora quella ragazza

Lei è imperfetta ma ci prova
lei sta bene, ma mente
E’ dura con se stessa
si è spezzata e non chiederà aiuto
è incasinata, ma gentile
e sola la maggior parte del tempo
Lei è tutto questo mescolato
e cotto in un bel pasticcio
Lei non c’è più ma era mia
Non è quello che ho chiesto
a volte la vita semplicemente scivola via attraverso una porta sul retro
e costruisce una persona
e ti fa credere che è tutto vero
Ora ho te
e tu non sei quello che ho chiesto
Se devo essere sincera so che darei tutto indietro
per la possibilità di ricominciare
e riscrivere un finale o due
per la ragazza che ho conosciuto
Chi sarà abbastanza spericolata
Chi si farà male
Chi imparerà a temprarsi quando lei è piena di lividi
e viene usata da chi non sa amare
e poi lei si blocca e si sente spaventata
dalla vita che è dentro di lei
diventa più forte ogni giorno
fino a quando questo finalmente le ricorda
di combattere solo un po’
per riportare la passione nei suoi occhi
che se ne è andata, ma era mia
era mia

Lei è incasinata, ma gentile
lei è sola la maggior parte del tempo
lei è tutto questo mescolato
e cotto in un bel pasticcio
lei non c’è più ma era mia

Traduzione del testo di

Sara Bareilles – She used to be mine

Dove mi trovo

“Perché alla fine l’ambientazione non c’entra nulla: lo spazio fisico, la luce, le pareti. Non importa che sia sotto un cielo o sotto la pioggia o nell’acqua limpida in estate. In treno o in macchina, sull’aereo tra le nuvole sconnesse, sparse come un branco di meduse. Altro che ferma, sono sempre e soltanto in movimento, in attesa o di arrivare o di rientrare, oppure di andare via. Una piccola valigia ai piedi da fare, da disfare, la borsa in grembo, qualche soldo, un libro infilato lì dentro. Esiste un posto dove non siamo di passaggio? Disorientata, persa, sbalestrata, sballata, sbandata, scombussolata, smarrita, spaesata, spiantata, stranita: in questa parentela di termini mi ritrovo. Ecco la dimora, le parole che mi mettono al mondo.”

Tratto dal libro “Dove mi trovo” di Jhumpa Lahiri