Ché d’autunno

Entrare di notte in casa tua
attenta a non fare alcun rumore
ché non si oda la mia voce
ché non si svegli la vicina
ché non abbai il cane
niente impronte visibili
ché non diano luogo a commenti risibili
uscirne all’alba
senza neppure fare colazione
ché la vicina non riconosca il mio odore
ché il cane dorma ancora
ché non sia peso
il mio corpo sul tuo cuore
come foglia caduta
su uno scampolo in cui marcire amore

D’amore e d’ombra

Oltre questo silenzio
la notte sovverte
l’ordine delle cose
un desiderio galleggia
inesaudito
tra i relitti dell’anima

Intimo sensuale
familiare amato
ancoro  ad un delirio
l’odore del tuo corpo

Ansima boccheggia
urta scogli
E’ una notte ostile
per quest’anima antica
incagliata in una realtà
d’amore e d’ombra

(Maia Conte)

silenzio