Di attese, calessi e cerini

“Che ore sono? Non voglio saperlo. Le ore in cui si aspetta non hanno la durata del tempo quotidiano. La loro misura non è quella di un pendolo che oscilla regolare, ma quella di un cuore che batte a spasmi ed inciampi. Il tempo dell’attesa ti circonda, ti avvolge interminabile. E’ come navigare in un mare di cui non si vede la fine… E ogni passo sembra il passo atteso…”

              Tratto da “Le Beatrici” di Stefano Benni

 

Poi un bel giorno, inattesa, cessa l’attesa
una luce smorta si spegne e si accende un falò.

Sì certo, specialmente d’estate bisogna stare attenti
che le cose non prendano fuoco
che non avvampino come un covone di paglia
che non vi siano calessi nei pressi
o almeno parcheggiarli bene in vista

ma quando anche quest’ultima luce si spegne
al buio anche un cerino fa la sua porca figura!

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