Gamberi

Pur se proiettata in avanti e cioè verso il futuro, allo stesso tempo, ultimamente mi tocca andare a ritroso come i gamberi. Come loro, ho assunto questa buffa quanto singolare andatura. Sapete già che i gamberi possono avanzare sia in avanti che all’indietro. Io però non sapevo che il loro avanzare all’indietro fosse una forma di difesa. In realtà quello che accade è che pur scappando per mettersi in salvo da eventuali predatori, non girano il culo (licenza poetica), ma muovendosi appunto a ritroso, restano vigili puntandogli le chele dritte dritte in faccia.
Li ammiro.
Andare indietro, tuttavia sarà facile per loro e magari per qualche altra specie di cui non sono al corrente. Per noi esseri umani è un tantino più complicato perché si rischia di imbattersi nel passato. No, non quello di verdure, come disse un giorno mia figlia facendomi ridere non poco. Per passato intendo quell’insieme di eventi della vita, belli e brutti, piacevoli e spiacevoli già accaduti e conosciuti. Accade così che, mentre le mie antenne puntano a nord, le zampette interiori (non anteriori) inciampano in qualche cassetto lasciato incautamente aperto a sud, da cui spuntano cose, ricordi e “vecchi merletti”. Istanti. Per quanto in fretta si vorrebbe chiudere quel cassetto, altrettanto in fretta colori profumi suoni parole fuoriescono e pervadono lo spazio circostante. L’acqua diventa di un blu intenso tendente al nero e strie lattiginose di non ben definita sostanza, mi si appiccicano addosso come alghe infestanti. Allora mi fermo. Un paio di zampette dolgono all’impatto. Sanguinano. Potrei morirne o restarne invalidata e non avere più possibilità di andare né indietro né avanti né in nessun altro luogo in cui voglio e desidero andare. Allora con pazienza e precisione e con coraggio, prendo le pinzette, sì quelle per le sopracciglia. Tiro via le zampette offese e l’urlo di dolore è disumano. Gli do’ un bacino di commiato e con delicatezza conservo anch’esse nel cassetto, con la consapevolezza che presto diverranno cenere. Poi accuratamente lo chiudo a doppia mandata, per non aprirlo più. Del resto, lo dice anche una canzone: si muore un po’ per poter vivere. Mi sento molto fortunata a sfangarmela con un paio di zampette.
Grazie ai gamberi.

Annunci

4 commenti su “Gamberi

  1. uovadigatto ha detto:

    Un popolo dell’india con un nome impronunciabile parla una lingua in cui futuro si dice “guardare indietro” e il passato si indica con il verbo che vuol dire “andare avanti”. L’ho letto sull’ultimo national geographic. E’ un cambio di direzione interessante. In fondo, il passato lo vediamo bene davanti a noi, il problema è il futuro che arriva imprevisto.

  2. Miss Fletcher ha detto:

    Ti capisco perfettamente, hai espresso in questo post sentimenti anche miei.
    Grazie di averlo fatto, un abbraccio!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...