Il demone di mezzogiorno

“Tutto passerà. Le sofferenze, i tormenti, il sangue, la fame e la pestilenza. La spada sparirà, ma le stelle resteranno anche quando le ombre dei nostri corpi e delle nostre opere non saranno più sulla terra. Non c’è uomo che non lo sappia. Perché dunque non vogliamo rivolgere lo sguardo alle stelle? Perché?”

(Michail Bulgakov – La guardia bianca)

Quasi ogni giorno provo brevi attimi di disperazione e ogni volta mi chiedo se io sia sul punto di crollare di nuovo. Di tanto in tanto, per un terribile istante, i miei pensieri si infilano in un vicolo buio e la sensazione è quanto mai odiosa. Nel frattempo però, ho scoperto quella che si chiama anima, una parte di me che non avrei mai immaginato esistesse, prima che, un giorno di cinque anni fa, l’inferno mi facesse una visita inaspettata. E’ stata una scoperta preziosa. Oggi, seppure a volte “mi arrampico alle pareti” come l’uomo ragno senza essere né un uomo né tantomeno ragno, so che  devo dire grazie alle esperienze fatte, alle persone che ho incontrato nel bene e nel male, a queste brutte sensazioni che mi hanno portata a guardare la vita più in profondità, a trovare in me le ragioni per decidere, scegliere, pensare, gioire, darmi da fare ad amare la  mia vita.

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