Torno a casa

Torno a casa!

E dove sta?

Ho abitato con i miei il poco tempo tra il momento della mia nascita e i 21 anni. Oggi ne ho 51.

Un tempo intervallato tra casa dei miei, casa di mia zia, casa di mia nonna, casa di amici e casa di campagna.

In casa dei miei non avevo un vero e proprio posto e la dice lunga che mio fratello aveva una camera tutta sua e io dormivo in un letto estraibile, sapete di quelli anni 60, odiosi perché scompaiono un po’ come mi sentivo scomparire anch’io dal contesto famigliare. Questo fenomeno di letto a scomparsa era nella sala da pranzo al piano superiore e questa era una gran fortuna perché almeno, come se non bastasse, potevo isolarmi. Ecco, il problema era proprio questo. Per i miei, non dovevo isolarmi, ma guarda un po’, pena la squalifica. E’ la storia della mia vita. La riqualifica la ottenni quando mi sposai. Meraviglia delle meraviglie: una figlia brava bella buona intelligente diligente e soprattutto “normale”.

Così avvenne che da figlia, semmai lo sono stata, passai moglie.

Altra casa, altri usi e costumi, altra Raffaella. I miei genitori, le mie radici essiccarono nel deserto, divennero un miraggio. E anch’io.

Poi le consapevolezze e le scelte. Altra regione, altre case. Tante. Ma taaaante. Oggi ho la nausea dei traslochi. Credo sia ammissibile. E fossero solo le case! Altro status anagrafico e sociale, ma questo per fortuna e coraggio. Oggi, ogni tanto torno a casa dei miei, che in realtà è un’altra casa ancora, perché nel frattempo hanno cambiato pure loro. Insomma niente è immutabile. Ogni tanto vado giù in Puglia a trovarli e li osservo. Mi chiedo che faccia farebbe mia mamma se le dicessi: “sai mamma, ci ho messo un po’, ma poi ho capito chi sono e voglio che tu lo sappia”. Poi sorrido a me stessa e mi dico che se ho vissuto quei 21 anni da squalificata ai suoi occhi, se le dicessi che nel tempo fortunatamente mi sono scoperta e piaciuta lesbica e che la mia vita ha preso un’altra piega del tutto inaspettata, ma intensamente vera, la squalifica la darei al suo cervello perché poverina gli andrebbe in palla. Ché già c’è mia sorella, in incognito, ecchecavolo pure io!

Per cui, casa, quale? Se per casa intendiamo mattoni e cemento. A iosa! Se intendiamo altro, c’è casa mia. Ovunque essa sia, con me.

E poi ci sono le mie figlie. Da loro, col cavolo che potrei fare casa! Ma so comunque che in qualsiasi momento ne sentissero il bisogno, io sarei casa loro. Mamma lesbica e giustamente amata. Credo. Spero.

Grazie alla LLI  per lo spunto di riflessione.

Annunci

Un commento su “Torno a casa

  1. dada ha detto:

    …..bene, questo è il primo capitolo …a quando tutti gli altri ? Aspetto il libro e sarà magnifique…!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...