Distrattamente… Gestalt

“T’aggio vuluto bene a te!
Tu mm’he vuluto bene a me!
mo nun ce amammo cchiù,
ma ê vvote tu,
distrattamente,
pienze a me!…”

(Libero Bovio)

A chi non è mai capitato di svegliarsi al mattino con una canzone nella testa e cominciare a canticchiarla senza capirne la ragione? Vi siete mai chiesi come mai proprio quella canzone, che magari non la si ascolta da una vita e a volte neppure appartiene ai nostri gusti musicali. Eppure la si canticchia per giorni. Distrattamente. Inspiegabilmente.

Nella psicologia della Gestalt questo vuol dire che il nostro inconscio, attraverso il linguaggio della musica, ci sta comunicando un messaggio che, se lo vogliamo, è pronto a salire alla coscienza. Ho continuato a canticchiarla per giorni  e in realtà non avevo nessuna voglia di cantare. Una canzone, seppure bella, ma comunque non del mio tempo (sì, ok non sono più un fiorellino ma questo è troppo!) ed ecco spiegato l’arcano. Bene! Mio caro strampalato inconscio, che sai ben nasconderti, ma imprimi alle azioni libere la tua identità: messaggio ricevuto! Passiamo oltre.

M. Ranieri
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Un commento su “Distrattamente… Gestalt

  1. Miss Fletcher ha detto:

    Ora mediterò su questo fatto dell’incoscio, concentrandomi sulle musiche che mi vengono in mente a volte e cercando di capire…un abbraccio carissima!

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