Più che le tempeste oceaniche, mi turbano le intemperanze umane

  Non so esattamente quando, in quale epoca ho deciso di imbarcarmi in questo straordinario viaggio che è la vita, non ne ho una data precisa. Anagraficamente è stato in un giorno di settembre, 51 anni fa, ma so di provenire da molto più lontano nel tempo. So che quel 6 di settembre qualcosa, qualcuno mi ha catapultata su questo misterioso pianeta che è la terra e da allora vivo nella fluttuante condizione di ogni altro essere umano, alla ricerca di una stabilità. Mari, monti e dolci colline sono i luoghi in cui sono stata. Bene o meno bene, non è importante. Tra  errori e virtù, fragilità e forza, fondamentali sono le due uniche grandi cose che sono riuscita a compiere: due esseri nati da me che, ne sono certa, sapranno governare la loro nave come grandi ammiragli. Fondamentali sono le consapevolezze acquisite, quelle che oggi vivono con me e mi guidano tra le inevitabili intemperie.

  Oggi attraverso l’oceano. Isolamento, solitudine, lontananza, mancanze, abbandono sono parole  troppo grandi che spesso navigano con me e mi fanno perdere la rotta. Io voglio arrivare nella terra del benessere interiore. Nel mio esatto centro. Perché in questo universo, per quanto meraviglioso, non esiste altro luogo più leale ed affidabile del proprio essere.

  Più che le tempeste oceaniche, mi turbano le intemperanze umane.

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4 commenti su “Più che le tempeste oceaniche, mi turbano le intemperanze umane

  1. rosi ha detto:

    A volte è il viaggio che conta. Altre volte avere una luce in fondo al tunnel.
    Avere un approdo, anche se lontano, anche se a volte nella nostra mente senza speranze, aiuta.
    Quando si è alla partenza non bisogna temere il mal di mare.
    Fa parte dell’avventura

  2. navemossa ha detto:

    E infatti non temo il mal di mare. E’ il topolino che ha qualche problema.
    Grazie Rosi 🙂

  3. gianluca ha detto:

    Buonasera Ammiraglio,
    ho scoperto di essere nel blogroll della sua armata, ciò mi onora, i siti appuntati lì, immagino siano come i salvagenti sulle fiancate, da usarsi nei momenti di bisogno..
    Spero che la visione e la visita del mio sito sia o possa portarti a trovare quel paesaggio interiore che io tanto amo e che è così bello amare, e il cui cammino inizia appunto davanti al cancello del giardino interiore e porta attraverso il dedalo fatto di siepe viva a trovare il centro immobile e radioso dove ogni cosa si crea per essere vissuta.

    Per attinenza concordo anch’io con l’essere qui su questa terra, disceso per espressa richiesta un 30 di novembre di 50 anni fa, un pò come visitatore curioso, aiutatore,ricercatore di paesaggi interiori ed ovviamente esteriori.

    • navemossa ha detto:

      Ma dai! Che bella sorpresa.
      Sì, i tuoi giardini li ho visitati spesso, tanto da inserirti nel mio blogroll.
      Sono un bel vedere. Anche per chi passa nel mio mare e poi vuole fare un salto nel verde.
      (pubblicità occulta?) ma magari ti faccio un favore 😉
      Una tra le tante cose che mi piace fare è mettere le mani nella terra e creare qualcosa di bello.
      Grazie per aver fatto scalo da me.

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