M.

M. è una ragazza di 39 anni.

Dico ragazza perché non avendo avuto tutti i passaggi soliti che si hanno nella vita, è rimasta ragazza, con momenti di regressione nell’età infantile. M. è affetta da schizofrenia paranoide. Probabilmente da quando è nata, ma nessuno, neppure i suoi genitori ne erano consapevoli. Alcuni comportamenti dei bambini sono talmente bizzarri che è difficile stabilire il sottile equilibrio che sta tra la normalità e la pazzia. Poi le bizzarrie continuano anche nell’età più adulta, aumentano, non si placano. Fino a quando alcuni sintomi che per la scienza sono inequivocabili, si conclamano in forma violenta e poi cronica. La malattia le è stata diagnosticata durante l’adolescenza. E’ intelligentissima e se vuole è capace di disegnare cose bellissime, ma laddove non impossibile, con lei è difficile interagire. L’unica persona, l’unico contatto umano che percepisce come non pericoloso è la sua mamma ed è con lei che vive ed è con lei che ha un attaccamento ovviamente morboso, ossessivo, paradossale, a volte violento. Perché è sulla sua mamma che riversa l’angoscia di perderla e spesso la accusa di cose che sono ovviamente solo nella sua mente. Tra le sue paure c’è che il resto del mondo voglia portargliela via. Nella sua mente, ogni contatto sociale è un potenziale nemico con l’unico intento di separarla dalla sua mamma.

Nel suo mondo non si può entrare né prenderla per la mano e farla uscire. Ha paura di aprirne la porta. Al massimo si può osservarla, ascoltarla con la dovuta discrezione e delicatezza, dallo spioncino della ragione e dell’emotività che ogni tanto le fa filtrare all’interno un po’ di luce. I suoi monologhi ripetitivi e ossessivi sono mantra dalle intenzioni paradosse per avvicinare la paura, metterla a fuoco e cercare di quietarla. Ma raramente la quiete arriva. Non le interessa la musica, non le interessa guardare la tv, leggere libri o giocare a carte. Non c’è niente che possa distrarla dalle voci interiori che le danno tanto fastidio anche se attutite dagli psicofarmaci che regolarmente prende da più di vent’anni.

M. è sola. Sola con i suoi mostri. Sola con la sua ansia. In oceani sconosciuti, è un’isola inarrivabile sulla quale niente e nessuno approda. E lei lo sa.

Io sono sua amica, ma la parola amica è meglio non pronunciarla perché potrebbe spaventarsene, anzi ne è terrorizzata. Nel suo mondo abitano tutte le paure del mondo e anche quelle di altri mondi.

Ieri, all’improvviso mi ha chiesto se riesco a capire quanto lei sia sola e quanta angoscia sente. La mia risposta le ha strappato un lieve sorriso.
Ieri M. ha mostrato segni di capacità affettiva per un altro essere che non è la sua mamma, poi ha chiuso prudentemente la porta.
M. è mia amica, ma preferisce non saperlo e non sarò certo io a dirglielo.
Mi piacerebbe invece che un giorno capisse quanto quell’ accenno di sorriso, sia per me un gran regalo.

Credo che le nostre piccole e grandi paure quotidiane, siano baracche fatiscenti rispetto alle sue impenetrabili, smisurate cattedrali.

Il pianeta trasparente

 

Il mattino è trasparente. Così si raffredda un geco. 

Il saluto dell’alba

Sono gonfie le vene degli alberi, stridono cicale, grilli, rose,
e se farai in tempo a uscire dall’ombra sarai da tutti i lati
anche tu un pianeta trasparente del tuo sistema venoso.

 

Ma si leverà monello sul prato falciato, sugli anemoni
lo spirito del movimento e della crescita
quest’ora dell’alba per tutti i senzatetto
è solo un’isola che fluttua, una carcassa che fluttua.

 

Da “Altri fuochi”

Poesia “Alba” di Alexandra Gennadievna Petrova

 

 

 

Per sempre per mai

“Il tempo non ha tempo
te lo prendi oppure se ne va” (Cit.)

Ma quant’è un tempo, in ordine di tempo, da afferrare prima che non ci sia più tempo. Quant’è un tempo che sia abbastanza tempo?

Un minuto un’ora un giorno un anno….
Passato presente futuro.
Già “un tempo” appare così limitato. Non è “tutto il tempo”, ma uno solo.
Un tempo che sia abbastanza tempo, ma abbastanza per che cosa.
Quanta distanza, in ordine di tempo, esiste tra un tempo e il tempo.

Chiese T e m p o  ad  A b b a s t a n z a: <<Quanto abbastanza?>>.
<<Abbastanza da essere per sempre e per mai>>, rispose.

E senza incontrarsi mai, ognuno nel proprio tempo, rimasero abbracciati abbastanza.

Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell’anima. Il passato non esiste in quanto non è più, il futuro non esiste in quanto deve ancora essere, e il presente è solo un istante inesistente di separazione tra passato e futuro!” Sant’Agostino

“Hit et nunc” L’Equilibrio

Parole lacere

 

Uno dopo l’altro
lentamente i nodi si sciolgono
non sono ninnoli quelli che piovono
scrostando pareti

casca il cielo ai quattro lati del mondo
in tasca parole lacere
di rovine la polvere
fracassa il silenzio

In loop

E se e se e se
in loop
perché le ossessioni migrano29565_666227826728861_78486846_n
come nugoli di nere mosche
sfaldano le forme del mondo
e lo deturpano
e se e se e se
franano in abissi le certezze
simili a falene impazzite
sbattono le ali
prigioniere di luci intermittenti
e se e se e se
spezzassi le ossa all’ossessione
che sta in qualche luogo tangibile della mente
dove alberga l’istante della perdizione
e l’orientamento è frantumato
e se e se e se…

L’immagine è presa da https://www.facebook.com/pages/Claudia-Meraviglia-creative/665359003482410?ref=br_rs